In Egitto, l’incremento demografico e le attività antropiche hanno profonde ripercussioni ambientali. La pressione sulle risorse naturali, ulteriormente aggravata dagli effetti negativi della crisi climatica, incide in modo significativo sulla resilienza degli ecosistemi.
Con la maggior parte della popolazione concentrata lungo il Nilo e nel suo Delta, l’aumento delle temperature, la crescente scarsità idrica, l’urbanizzazione selvaggia nonché il degrado del suolo stanno alterando la sostenibilità dei sistemi naturali e socio-economici. Questi fattori accrescono la competizione per le risorse naturali, aggravando al contempo le sfide dell’inclusione sociale ed economica, spingendo molti giovani e famiglie a spostarsi dai luoghi di origine.
In questo scenario, la protezione e la tutela ambientale, attraverso la gestione sostenibile delle attività produttive legate all’agricoltura, sono obiettivi prioritari per le attività di cooperazione. Le iniziative promosse dalla Sede contribuiscono a rafforzare la resilienza delle comunità rurali alleviando le ripercussioni economiche del degrado ambientale e favorendo opportunità di sviluppo alternative che contribuiscano a tutelare l’ambiente. L’azione della Cooperazione italiana si inserisce in piena coerenza con la Egypt Vision 2030 e la Strategia Nazionale sui Cambiamenti Climatici 2050, sostenendo le priorità nazionali in materia di sostenibilità ambientale, crescita verde e inclusione sociale.
Nel corso del 2025, con un portafoglio di € 4.8 milioni, la Sede supporta due iniziative sul canale multilaterale a dono, entrambe orientate a promuovere modelli di economia circolare e verde offrendo soluzioni di sviluppo economico-ambientali valorizzando rifiuti zootecnici e residui agricoli.
Con l’iniziativa Crescita Verde Inclusiva in Egitto – mediante strumenti di blended finance – l’Italia supporta la realizzazione di un impianto pilota di pirolisi volto a ottimizzare il trattamento dei rifiuti agricoli. Il processo consente di controllare la degradazione della biomassa e di massimizzare il recupero dei prodotti ad alto valore aggiunto, quali biochar, syngas e acido pirolegnoso.
Parallelamente, il progetto “Combattere il cambiamento climatico attraverso la gestione sostenibile degli allevamenti” si sviluppa in risposta alla crescente domanda di proteine animali in Egitto che comporta rischi legati alla resistenza antimicrobica, alla diffusione delle malattie animali e all’aumento delle emissioni di gas serra. Promuovendo l’approccio One Health e valorizzando l’esperienza dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell’Abruzzo e del Molise (IZSAM), il progetto adotta una visione integrata che riconosce l’interconnessione tra la salute animale, umana e ambientale. L’obiettivo è rafforzare la resilienza dei sistemi zootecnici e contribuire alla costruzione di sistemi agroalimentari sostenibili e sicuri con impatti ridotti sull’ambiente.
L’iniziativa mira inoltre a integrare il settore zootecnico nella bioeconomia circolare attraverso la produzione di biogas. Questo approccio consente di favorire il sequestro dei gas a effetto serra, anche attraverso la riduzione di antibiotici nel sistema acqua-suolo provenienti dagli allevamenti, e la produzione sostenibile di energia rinnovabile.
Nel loro insieme, questi interventi contribuiscono a ridurre la vulnerabilità ambientale legata ai sistemi agro-produttivi e promuovere uno sviluppo inclusivo dimostrando come le sfide ambientali possano essere trasformate in opportunità di sviluppo sostenibile e rafforzamento della resilienza.